Toxic Code. Omaggio ad Alan Turing

10 giugno 2013 | News ed Eventi

di Osvaldo Maffei
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Installazione site-specific, Palazzo Fedrigotti, corso Bettini 31, Rovereto, 7 marzo – 5 aprile 2013

La geniale e raffinata eredità lasciata da Alan Turing, che ha segnato dalle fondamenta gli sviluppi delle scienze informatiche, dell’intelligenza artificiale e della crittoanalisi, è enorme e in parte ancora ignota. Densa e misteriosa rimane la sua esistenza, segnata dalla collaborazione con il governo britannico per la decifrazione delle comunicazioni tedesche durante la Seconda Guerra Mondiale, dalla persecuzione per omosessualità, fino al presunto suicidio a soli 41 anni avvenuto ingerendo una mela avvelenata, richiamo al suo film preferito, Biancaneve.

Osvaldo Maffei, artista che da sempre indaga le potenzialità e i limiti del pensiero scientifico e del linguaggio, con Toxic Code. Omaggio ad Alan Turing intreccia i fili di diverse suggestioni e le fissa, nel cortile circolare di palazzo Fedrigotti, in una successione di tastiere sospese in verticale a formare una scala di sedici metri proiettata verso il cielo.

Le regole auree del settecentesco progetto del palazzo di Ambrogio Rosmini entrano in dialogo con un oggetto visionario e semplice, che rimanda al concetto di algoritmo come sequenza di passi elementari. La scala di tastiere si pone al centro dell’asse di una comunicazione segreta, fatta di segnali luminosi, che avviene dietro a due finestre affacciate sul cortile tra un emittente e un destinatario la cui presenza è suggerita, in maniera suggestiva quanto incisiva, dalla presenza della macchina cifratrice enigma, che accoglie il visitatore già all’ingresso del palazzo.

L’esemplare della macchina ENIGMA esposto è un apparecchio a quattro rotori che rappresenta un modello avanzato, simile a quello usato dai sommergibili tedeschi a partire dal dicembre 1941 e, per conformità, imbarcato su alcuni sommergibili italiani impiegati in Atlantico in quel periodo, a fianco degli U-Boot

 

 

 

 

 

 

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