"Uomini che odiano le cetonie", incontro con Duccio Canestrini

09 gennaio 2012 | Conversazioni

Uccidere i minuscoli. Perché?

'Uomini che odiano le cetonie. Pensieri liberi sull'nsettomachia' è un ragionamento con Duccio Canestrini nell'ambito dell'ultima mostra Discovery on Filmal Museo Civico di Rovereto.
Persone che calpestano bruchi, insetti, ragni, lombrichi, vermetti e altre piccole vite che incontrano sul loro cammino. Lo fanno impulsivamente, per un sentimento crudele e irrazionale di repulsione. Li schiacciavamo, addirittura con piacere, da bambini, specialmente tra maschi. E non soltanto creature sotto il centimetro di altezza. Spesso a fare le spese di questa immotivata cattiveria sono anche lucertole, topi, rospi, serpentelli. Come mai?
L’uomo ha sempre ammazzato per conoscere. Lo facevano i medici dell’antichità e gli zoologi moderni in nome della scienza, spesso anche senza necessità (è il caso delle sperimentazioni cliniche sugli animali con test poco attendibili e ormai superati). E’ un nostro diritto? E’ una nostra caratteristica?
In questa conferenza (il cui titolo echeggia un celebre thriller) l’antropologo roveretano Duccio Canestrini costruisce il suo ragionamento attraverso una serie di testimonianze diversissime.

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