Il lino dei ricordi. Linicultura e attività tessile in Val di Peio

29 novembre 2010 | Docuscienza

di Vittorio Pretti

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Dal delicato fiore azzurro ed esile stelo alla mercé del vento, il Linum usitatissimum, pur essendo coltura marginale nell'ambiente montano, è sempre stato indice di ricchezza in casa, per la preziosità della sua fibra. Semenàr, scocolàr, maseràr, smazolàr, gramolàr, spadolàr, maseràr, tèser: questi sono i termini che ricorrono, dal campo alla dote di famiglia. Sul "filo" dei ricordi, come condotti per mano da alcuni anziani di Celentino, si ricostruisce qui un affascinante percorso in tutte le complesse fasi di estrazione della fibra, molte delle quali sono ormai flebili simboli del nostro immaginario collettivo.

A cura dell'Associazione L.I.N.U.M. (Lavorare Insieme per Narrare gli Usi della Montagna)

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